Serie Escursioni - 5) Equipaggiamento survival, dal militare all’outdoor: 5 spunti per il tuo kit fai da te

Serie “Escursioni”

Durante tutto l’anno, in particolare in estate, montagne, valli e pinete diventano ambita meta per una moltitudine di escursionisti. “Escursioni” è una serie di 5 articoli settimanali per prepararti al meglio alla tua attività nella natura, dal trekking al camping, con consigli sull’abbigliamento e sull’attrezzatura: quali sono i migliori tessuti, quale modello di zaino scegliere, le tecnologie indispensabili per le calzature, le tantissime funzionalità degli utensili multi-tool. La serie terminerà con un articolo su un argomento che ci avete chiesto di approfondire, ovvero la preparazione del proprio survival kit, prodotto prendendo spunto da preziosi suggerimenti di professionisti del settore militare.

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Equipaggiamento survival, dal militare all’outdoor: 5 spunti per il tuo kit fai-da-te

La morfologia del territorio italiano, prevalentemente montuoso e collinare, permette di praticare escursioni in posti meravigliosi e scenari differenti. Sappiamo però che qualsiasi escursione outdoor – che sia sul territorio nazionale o all’estero - è un’attività da non sottovalutare e per la quale occorre prepararsi al meglio, soprattutto se si prevede un pernottamento in esterna. Ipotizzando un’escursione di due giorni (pernottamento incluso), partiremo dal training militare e ne trarremo 5 interessanti spunti per costruire il proprio kit base fai-da-te di equipaggiamento survival per un’escursione medio-impegnativa.

I Punti Chiave

• 1 – Materiale per il bivacco
• 2 – Acqua e cibo
• 3 – Vestiario
• 4 – IFAK (kit medico)
• 5 – Sistemazione dei materiali all’interno dello zaino a seconda del tipo di terreno

5' lettura

• 1 - Materiale per il bivacco

Anzitutto, cosa si intende per bivacco? Il training militare ci insegna che l’attuazione del bivacco si sviluppa in 5 fasi: Pianificazione su carta topografica o digitale (individuare una zona che presenti determinate caratteristiche, come un itinerario sia in entrata sia in uscita e, per quanto possibile, una fonte d’acqua nelle vicinanze); Ricognizione (per verificare ciò che è stato pianificato); Occupazione (una volta selezionata l’area, si procede alla predisposizione di tutti i materiali, non senza prima aver effettuato una sosta tattica di circa 10’ per un’ulteriore conferma della sicurezza della zona); Attività di stazionamento (durante questa fase, se si prevede una sosta notturna, sarebbe consigliabile effettuare dei turni di veglia per controllare fuoco, animali, intrusi, etc.); Abbandono (si raccomanda di portare via i propri rifiuti, ristabilendo lo stato naturale dell’ambiente). Può essere utile, con i dovuti limiti, prendere spunto dalla procedura militare di attuazione del bivacco per scegliere la zona adatta alla propria sosta/pernottamento durante un’escursione.

Immagine 1: postazione di bivacco militare. Fonte: pagina Facebook ufficiale dell’Esercito Italiano

Esistono diverse soluzioni da bivacco; tra le nostre preferite ci sono  le funzionali sleeping bags e bivy bags (qui trovi quelle a marchio Carinthia disponibili sul nostro sito) che presentano diversi livelli di isolamento termico a seconda della temperatura esterna. Altra soluzione ottimale è il poncho, sia nella versione inglese (privo di cappuccio, molto leggero e ampio) che trova collocazione come “tetto”, sia nella versione americana (dotato di cappuccio, può essere portato via velocemente) che invece fungerà da “pavimento”. Ad accompagnare il poncho, una serie di strumenti sinergici – come funicelle, elastici e un contenitore impermeabile -, per poter costruire un riparo in diversi scenari e condizioni meteo. Inoltre, vale la pena citare anche altri tipi di materiali da bivacco, seppur con le dovute osservazioni: il materassino che, oltre nella classica versione gonfiabile, è disponibile anche nelle versioni auto-gonfiabile (molto comodo, ma suscettibile ad eventuali forature) e come stuoia in polimeri espansi (leggera e facile da utilizzare, ma piuttosto ingombrante e meno confortevole del materassino); la tendina in GORE-TEX, che costituisce un buon riparo anche in luoghi infestati da insetti grazie alla zanzariera, ma che non ci permette di monitorare eventuali pericoli nell’ambiente circostante (animali, intrusi, condi-meteo avverse, etc.). In ogni caso, consigliamo sempre di verificare la qualità della costruzione e dei materiali di qualsiasi prodotto sceglierete.

• 2 – Acqua e cibo

Il metodo militare prevede l’utilizzo di una serie di contenitori per acqua e bevande, quali: thermos; borracce in acciaio; vesciche con cannuccia, ideali per il trasporto di grandi quantità di liquidi con ingombri minimi. Se da un lato, in caso di escursione, la scelta del contenitore è personale, dall’altro, la scelta della quantità di acqua da portare con sé non dipende tanto dalla persona, quanto dal clima, dal tempo stimato di permanenza e dal grado di affaticamento della persona stessa. In ogni caso, a prescindere dalla quantità d’acqua che si decide di portare, è sempre consigliabile munirsi di sistemi portatili di potabilizzazione dell’acqua. Borracce con filtro integrato, sistemi di filtrazione personali (ad esempio con capsule a carbone attivo che catturano sostanze chimiche e metalli pesanti), dispositivi di purificazione mediante elettrolisi, pastiglie di sodio dicloroisocianurato (NaDCC), sebbene consigliamo sempre di usare con cautela i trattamenti chimici*.

*Fonte: Articolo di www.nationalgeographic.it del 22-07-2020 “6 modi per avere acqua potabile anche in viaggio”.

Immagine 2: foto di Julia Sakelli, Pexels

Per quanto riguarda invece la scelta degli alimenti e relative quantità, il metodo militare prevede, in generale, un mix di determinati cibi da confezionare in razioni giornaliere, oltre dei viveri d’emergenza, per consentire l’apporto di un corretto fabbisogno alimentare in termini di carboidrati, proteine, grassi e kilocalorie. Nell’Immagine 3 un esempio di razione giornaliera* d’emergenza.

*N.B.: questa razione giornaliera è indicata a mero titolo esemplificativo e non esaustivo. E’ consigliabile rivolgersi sempre a professionisti dell’alimentazione e della nutrizione per il calcolo del proprio fabbisogno alimentare, in base alle proprie esigenze e necessità.

Immagine 3: esempio di razione alimentare giornaliera d’emergenza

• 3 – Vestiario

La scelta del vestiario può sembrare forse la parte più difficile. Tuttavia, come nella vita di tutti i giorni, il tradizionale consiglio di vestirsi ‘a strati’ resta sempre il più affidabile e, anche in caso di temperature elevate come quelle estive, i moderni tessuti e tecnologie consentono di mantenere stabile la propria temperatura corporea, rimanendo freschi e asciutti. Ecco dunque gli indumenti che non possono mancare nel proprio survival kit base.

Upper body

Partiamo dalle giacche o gusci softshell impermeabili. Un esempio di indumento che rispecchia tali caratteristiche è la Integrity Shell Jacket di Vertx®. Questa traspirante giacca è dotata di tecnologia 37.5®, che lavora riducendo l’umidità nelle giornate afose per mantenere asciutto chi la indossa.

Immagine 4: Integrity Shell Jacket e Pant di Vertx

A seguire, mai dimenticare di lasciare uno spazio nel proprio zaino per una felpa e un maglione in pile (sì, anche in estate). Infine, una comoda t-shirt o polo con un tessuto che permetta di contrastare il caldo estivo: un’ottima soluzione è la Coldblack® Polo della Vertx®, dotata appunto di tecnologia Coldblack®, che riduce l’assorbimento della radiazione termica - soprattutto nei tessuti scuri – e, allo stesso tempo, garantisce una protezione affidabile dai raggi UV, con un UPF minimo di 30 anche nei tessuti chiari.

Lower body

Anche per la parte inferiore, le parole chiave sono comfort e impermeabilità. Si può dunque optare per un paio di freschi shorts in tessuto stretch, come i Cutback 11”, anch’essi dotati di tecnologia 37.5® oppure, se si preferisce una soluzione che copra l’intera gamba, per i Defiance, i comodi jeans in Coolmax®, un tessuto che trasporta l'umidità dalla pelle verso la superficie esterna asciugandosi più velocemente che in altri tessuti. Come indumento d’emergenza, consigliamo di portare anche un pantalone impermeabile come l’Integrity Shell Pant, che si abbina all’omonima giacca indicata nel paragrafo precedente e che ne riporta le stesse caratteristiche in termini di impermeabilità, oltre a diverse tasche in punti strategici e cerniere lampo alle caviglie per una rapida e facile calzata/rimozione di scarponcini e stivali. Per ulteriori informazioni sulle tecnologie 37.5®, Coldblack® e Coolmax®, consulta il nostro articolo su tecnologie e tessuti per l’estate qui.

Immagine 5: Defiance Jeans di Vertx®

Calzature

Si sa, quando bisogna camminare a lungo, anche in terreni ostili, scegliere le scarpe giuste è fondamentale, onde evitare di rovinare l’intera esperienza a causa di ferite, dolori, fastidi o piedi inzuppati. Come per il vestiario, anche per le calzature la scelta è vastissima; possiamo affermare con certezza che, tra i vari brand di footwear presenti sul mercato, la Crispi® rappresenta un’eccellenza italiana. Due modelli interessanti, adatti a tutti i tipi di terreno e di attività, sono: Nevada SMU GTX e Tiger GTX, dove GTX – chiaramente – sta per GORE-TEX. Come sappiamo, le scarpe in GORE-TEX sono 100% impermeabili e ti permettono di guadare fiumi e immergere i piedi in acqua restando completamente asciutto. Inoltre, entrambi questi modelli sono dotati di suola in gomma Vibram® - nota per la sua resistenza nel tempo e l’ottima presa anche su terreni particolarmente accidentati – e protezione per caviglia e malleolo. Se vuoi scoprire di più su questi due modelli di calzature, qui trovi il nostro precedente articolo sulle scarpe da outdoor.

Immagine 6: Tiger GTX della Crispi®

Insieme con gli scarponcini, è consigliabile portare con sé anche un paio di sneakers da indossare durante il bivacco, qualora ci si debba muovere velocemente per un’emergenza notturna. Anche i calzini, spesso dimenticati o “perduti” nei meandri della lavatrice, sono in realtà un elemento da non sottovalutare. Sempre la Crispi® offre delle opzioni interessanti per gli outdoor socks, con un mix di tessuti - tra cui anche il Coolmax - per il massimo del comfort.

Accessori di vestiario

Altri accessori degni di nota sono: cappelli e berretti, sia in versione classica baseball cap, sia in versione jungle; i guanti, consigliabili soprattutto se si prevede di manipolare funi o corde da arrampicata. Per tutti i dettagli sugli standard dei guanti, consulta qui il nostro articolo, nel quale troverai anche informazioni sui Fast Rope, i guanti di Masters of Gloves specificatamente ideati per operazioni di roping.

Immagine 7: guanti Fast Rope di Masters of Gloves

• 4 – IFAK (Kit medico)

Un elemento indispensabile, e ci teniamo a sottolinearlo, è l’IFAK. Se partite alla volta di un’escursione in solitaria [da noi assolutamente sconsigliato, ndr], il kit medico potrebbe salvarvi la vita. Qualora invece esploraste in compagnia, sappiamo che uno dei componenti del vostro gruppo potrebbe darvi dei “paranoici” o degli “esagerati” quando scoprirà che volete portare un kit medico per soli due giorni… Beh, non dategli retta. In commercio e sui vari marketplace esistono diversi kit già pronti – presto arriveranno anche sul nostro sito -, ma occhio a controllare che rispettino tutte le normative previste per dispositivi medici. In alternativa, potreste costruire da soli il vostro kit medico, seguendo questi preziosi consigli militari. Un ottimo kit medico dovrebbe contenere l’indispensabile* per:

• Tamponare ferite

• Bloccare emorragie venose tramite apposite garze

• Bloccare emorragie arteriose con l’ausilio di strumenti adatti (tipo tourniquet)

• Effettuare piccoli tagli

• Somministrare medicinali

• Curare eventuali infezioni intestinali, princìpi di influenza, infiammazioni, punture di insetti vari, allergie e scottature di varia natura

*N.B.: la legislazione italiana è molto restrittiva sulla possibilità di intervenire per somministrare farmaci o cure ad altre persone; il nostro consiglio è di agire secondo coscienza e in ottemperanza alle relative norme. E’ inoltre raccomandabile frequentare corsi di BLS.

Una pratica borsa per contenere tutti i tuoi strumenti medici è la Walker Medical Pouch della Vertx. Progettata per l’uso come IFAK, ti fa risparmiare secondi preziosi grazie alla sua estrema capacità organizzativa. Sono presenti infatti delle tasche interne con color-coded shock cord retention, ossia con elastici colorati per una rapida identificazione visiva dell’occorrente (rosso: occorrente per ferite e sanguinamenti; blu: occorrente per problematiche cardiovascolari; verde: occorrente per vie aeree).

Immagine 8: Medium Walker Medical Pouch di Vertx®

Ad accompagnare il tutto, un paio di forbici per tagliare eventuali bendaggi o indumenti. A tal proposito, gli utensili multi-funzione della Leatherman presentano decine di diverse funzionalità in un singolo attrezzo piccolo, compatto e facilmente maneggevole; particolarmente utile a fini medici è Raptor® Rescue. Sviluppate grazie ai suggerimenti di medici specializzati in operazioni speciali, queste forbici si prestano a rispondere in modo rapido alle emergenze sanitarie, senza un'eccessiva quantità di strumenti che potrebbe complicare ulteriormente le cose, e, grazie alla loro versatilità, possono essere utilizzate anche come forbici da cucina, per tessuti e per tagliare piante e arbusti. Per saperne di più sui multi-tools per outdoor, consulta qui il nostro articolo.

Immagine 9: Raptor® Rescue di Leatherman

• 5 – Sistemazione dei materiali all’interno dello zaino a seconda dei tipi di terreno

Nel mondo militare ci sono delle regole non scritte, che sono dettate dall’esperienza derivante da lunghi periodi trascorsi all’aperto: solo questo ci renderà consapevoli di ciò che ci serve e di cosa invece è superfluo per la tipologia di escursione e per le nostre esigenze. Tuttavia, esistono alcune indicazioni generali sempre utili da seguire:

• Tenere i vari materiali separati

• Estrarre solo il materiale occorrente e poi riporlo dopo l’uso

• Trovare un modo per riconoscere i vari materiali in modo da estrarli velocemente all’ occorrenza (ad esempio, tramite sacche stagne segnate o colorate per varie tipologie di materiale, come illustrato sopra per la Walker Medical Pouch)

• Confezionare lo zaino in modo compatto, evitando, nel limite del possibile, di legare materiale esternamente allo zaino per non rischiare di perdere oggetti o di restare impigliati nella vegetazione.

Ora che la vostra attrezzatura è pronta, occorrerà sistemarla al meglio all’interno dello zaino, non solo per far sì che ci sia spazio a sufficienza per tutto, ma anche per una corretta distribuzione del peso (qui consigliamo tre diverse tipologie di zaino da outdoor). A tal riguardo, soprattutto in caso di trasporto di carichi pesanti, è preferibile optare per uno zaino dotato di cintura lombare e sternale, meglio se entrambe regolabili. Per una corretta preparazione dello zaino occorre approntare una check-list. Accanto le singole voci, è bene indicare il valore del peso per rendersi conto del carico complessivo che porteremo sulle spalle. Inoltre, a seconda del tipo di terreno su cui avverrà la nostra escursione, la sistemazione del materiale all’interno dello zaino varia, tenendo sempre presente che il baricentro dello zaino deve essere impostato nella zona più idonea per non permettere allo stesso di sbilanciarci durante il cammino.

Terreni montuosi o collinari

Quando c'è un buon sentiero, consigliamo di:

• impilare il carico formando una colonna sottile con il baricentro alto - sopra o all’altezza delle scapole -, in modo da poter stare comodamente in piedi e camminare con le braccia che oscillano liberamente

• imballare oggetti densi e pesanti, come il fornellino per cucinare, nella parte superiore dello zaino, in modo che si trovino sulle scapole e vicino alla schiena

• caricare l'attrezzatura leggera e ingombrante nella parte inferiore per sollevare il baricentro dello zaino.

Suggerimento: quando si scalano zone collinari, consigliamo di stringere gli spallacci e allentare la cintura lombare per alleviare la tensione sui fianchi e sulla parte bassa della schiena.

Insenature o canyon

Durante il canyoning il tuo zaino potrebbe finire incuneato o trascinato in strette fessure di pietra abrasiva. Deve perciò risultare compatto e maneggevole, senza che via sia nulla legato all'esterno che possa rischiare di impigliarsi. Il baricentro dovrebbe essere all'altezza della scapola e vicino alla schiena. Oggetti morbidi, come i vestiti, andrebbero riposti in fondo e in cima allo zaino. L'altezza dello zaino dovrebbe essere bassa, per consentire spazio per la testa e la visione verso l'alto quando si striscia e si salta.

Terreni con fitta vegetazione

In questo scenario, per escursioni senza intoppi, bisognerebbe rendere lo zaino il più compatto possibile e tenere stretta la cintura sternale. Inoltre, è consigliabile abbassare leggermente il baricentro per godere di una posizione neutra e verticale che consenta di ritornare facilmente in posizione eretta dopo aver strisciato, essersi accovacciati o dopo essere inciampati in qualche radice o sasso nascosto. Tutto ciò che può impigliarsi ai rami – pali per tende, canne da pesca, biancheria, tubo dell'acqua – va inserito all’interno dello zaino.

Consiglio prezioso: prima della partenza, disponete tutta la vostra attrezzatura (incluso il cibo) su una superficie piana e scattate una foto, come nell’Immagine 10. Al vostro ritorno, estraete dallo zaino ciò che vi rimane, disponetelo nello stesso modo e scattate un’altra foto: in questo modo, valuterete meglio cosa portare e in che quantità durante la prossima escursione.

Immagine 10: esempio foto equipaggiamento

Altri materiali consigliati:

-Buste per rimuovere qualsiasi rifiuto, nel rispetto dell’ambiente

-Torcia a batteria

-Bussola

-Cartina geografica dell’area

-Block notes e penna;

-Occhiali da sole

-Accendino e acciarino per accendere il fuoco (solo se permesso dalla legge nella zona in cui ci si trova)

-Creme solari con SPF compreso tra 30 e 50+

-Kit di pulizia personale

-Gps

-Batterie di ricambio

-Coltello da sopravvivenza

-Cellulare con ausilio di ricarica

-Numeri d’emergenza annotati (soccorsi, polizia, etc.)

-Telefono satellitare (a seconda delle zone di copertura del GSM)

Il vostro survival kit è pronto. Ricordate che queste sono indicazioni generali che non devono, in alcun modo, sostituire il parere di una guida professionista, alla quale potete sempre scegliere di affidarvi per un tour privato o di gruppo. Siate prudenti e buona escursione!

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